Quanti uomini sono oggi disposti a porsi interrogativi

Le donne ancora in età fertile non escludono di poter avere un figlio, ma si chiedono anche: “Con chi?”.

La maternità, dopo essere stata per secoli obbligo procreativo, si trova a fare i conti con il fatto che le donne hanno imparato a mettere al primo posto passioni, interessi, occupazioni che le portano verso il mondo, a dirsi senza mentire l’insopportabilità della vicinanza continuativa con un bambino, del dispendio di energie fisiche e psichiche che viene loro richiesto dal maternalismo dominante.

Quanti uomini sono oggi disposti a porsi interrogativi analoghi sui ruoli tradizionali di genere, a immaginare nuove forme dell’amore e della genitorialità, rapporti diversi tra vita e lavoro, privato e pubblico?

Di fronte a una figura maschile sorpresa dal cambiamento nella propria fragilità, senso di inadeguatezza, dipendenza da mamme e nonne troppo protettive, o narcisisticamente ripiegata su se stessa, verrebbe da dire che la crisi, prima ancora che di culle, è di case, convivenze, legami amorosi o coniugali duraturi e rassicuranti quanto basta per decidere di fare un figlio.

tratto da: Vorrei un figlio, ma con chi lo faccio? di Lea Melandri

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