uno spirito prigioniero

Se uno spirito prigioniero ignora la propria prigionia, vive nell’errore. Se l’ha riconosciuta – seppure per un decimo di secondo – e si è affrettato a dimenticarsene per non soffrire, abita nella menzogna. Uomini dall’intelligenza estremamente brillante possono nascere, vivere e morire nell’errore e nella menzogna. In costoro l’intelligenza non è un bene e neanche un vantaggio (…)

Uno spirito che sente la propria prigionia vorrebbe dissimularla a se stesso. Ma se ha orrore della menzogna non lo farà. Dovrà allora soffrire molto. Cozzerà contro il muro fino al deliquio; si ridesterà, guarderà il muro con timore, poi un giorno ricomincerà fino a cadere di nuovo in deliquio, e così di seguito, senza fine, senza alcuna speranza. Ma un giorno si desterà dall’altra parte del muro

S. Weil

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