Lo spettacolo della banalità è il vero porno di oggi

No, quello che la gente davvero brama non è sesso, ma spettacolo della banalità, che è il vero porno di oggi, la vera oscenità – quella della piattezza, dell´insignificanza e della nullità, una specie di parodia del suo estremo opposto: il Teatro della crudeltà di Antonin Artaud.
[…]
In fondo, tutto questo corrisponde al diritto (e al desiderio) imprescrittibile di non essere Nulla e di essere guardati in quanto tali. Ci sono due maniere di scomparire: o si esige di non essere visti (è la problematica attuale del diritto all´immagine), o si cade nell´esibizionismo delirante della propria nullità. Ci si fa nulla con il fine di essere visti e guardati come nulla – estrema protezione contro la necessità di esistere e l´obbligo di essere se stessi. Da qui l´esigenza contraddittoria e simultanea di non esser visti e di essere perpetuamente visibili. Tutti giocano su due tavoli allo stesso tempo e non c´è nessuna etica né legislazione che possa porre fine a questo dilemma, quello che comportano il diritto incondizionato di vedere ed il diritto, altrettanto categorico, di non esser visti. La massima informazione possibile fa parte dei diritti dell´uomo e, pertanto, lo è anche la visibilità forzata, la sovraesposizione alle luci dell´informazione.
La cosa peggiore in questo gioco televisivo “interattivo” è la partecipazione forzata, questa complicità automatica dello spettatore che va intesa come un autentico ricatto. Questo è l´obiettivo più chiaro dell´operazione: il servilismo, la sottomissione volontaria delle vittime che godono del male che gli si infligge, della vergogna che gli si impone. Tutta la società condivide questo meccanismo fondamentale: la abiezione interattiva, consensuale.

Tratto da “Quando l’immagine cancella la realtà” di Jean Baudrillard – 18/02/2009

Amo l’amore che

Amo l’amore che non insulta
amo l’amore che non opprime.
Amo l’amore che lascia “individuarsi” e si da valore
amo l’amore che c’è davvero, non la sua autorappresentazione.
Amo l’amore nella vita vera.
Amo l’amore che non ha bisogno di tag.

Se invece è un comodato d’uso
deve soltanto andarsene al diavolo.

m.

amo

Non rinuncerò mai a nulla per la reputazione

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Non rinuncerò mai a nulla per la reputazione. Io spero che coloro che mi sono amici, o personali, o in quanto lettori, o come compagni di lotta (e nei cui occhi, lo so, cala un’ombra, ogni volta che la mia reputazione è in gioco: un’ombra che mi dà un dolore terribile) siano così critici, così rigorosi, così puri, da non lasciarsi intaccare dal contagio scandalistico: se così fosse, gli sconfitti sarebbero loro: se solo cedessero per un attimo e dessero un minimo valore alla campagna dei nemici, essi farebbero il gioco dei nemici.

Pier Paolo Pasolini
“Vie Nuove” n. 51 del 28 dicembre 1961

non voglio cancellare il mio passato

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Io non voglio cancellare il mio passato, perché nel bene o nel male mi ha reso quello che sono oggi.

Anzi ringrazio chi mi ha fatto scoprire l’amore e il dolore, chi mi ha amato e usato, chi mi ha detto ti voglio bene credendoci e chi invece l’ha fatto solo per i suoi sporchi comodi.

Io ringrazio me stesso per aver trovato sempre la forza di rialzarmi e andare avanti, sempre.

Oscar Wilde

L’ultima versione

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Non so se l’ultima versione che mi è giunta alle orecchie è la più patetica. la più divertente o la più pericolosa.
Sto decidendo.
Per ora mantengo la posizione, sono quello senza sangue.

m.

uomo medio

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“..Perché ti scrivo tutto questo? Perché ti convinca che mi sono trovato altre volte in condizioni terribili, senza per questo disperarmi. Tutta questa vita mi ha rinsaldato il carattere. Mi sono convinto che anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio. Mi sono convinto che bisogna sempre contare solo su se stessi e sulle proprie forze, non attendersi niente da nessuno e quindi non procurarsi delusioni. Che occorre proporsi di fare solo ciò che si sa e si può fare e andare per la propria via. La mia posizione morale è ottima […]. Io non voglio fare né il martire né l’eroe. Credo di essere semplicemente un uomo medio, che ha le sue convinzioni profonde, e che non le baratta per niente al mondo.”

Antonio Gramsci, Lettera al fratello Carlo del 12 settembre 1927

Confondono il dolore

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qui confondono il dolore con le lacrime di gioia
pochi brividi o sussulti
molta prosa
troppa noia
qui non puoi fuggire
perché tu sei il carceriere
qui tutto è razionale
solo obbligo e dovere
qui dove vivi adesso
in un anelito del cuore
in attesa di un qualcosa
di un qualcuno
di un errore

Ylenia – Zen circus

Siate veri nella vita vera

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Siate veri, nella vita vera.

Invece di appendere drappi rossi, essere Charlie o francesi, mettere profili arcobaleno o praticare altre becere spettacolarizzazioni egoriferite del dolore altrui, leggete!
Leggete, studiate, educate, apritevi all’altro, amate e fate l’amore.
Cercate il bello, coltivatelo e difendetelo.
Capite il diverso e spiegatelo agli altri.
Siate veri, nella vita vera.

E. Mazzoni

A proposito dell’uso di facebook e social network per apparire migliori di quello che sì è nella vita vera…

Forse

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Forse le nostre ansie
non hanno lettori.
Forse la strada è sbagliata fin dall’inizio
e sbagliata sarà anche alla fine.
Forse le lanterne, che ad una ad una accendiamo,
il vento una ad una le spegnerà.
Forse bruciamo la vita per illuminare gli altri
e non abbiamo fuoco per riscaldare noi stessi.
Forse, quando tutte le lacrime saranno versate,
la terra sarà più fertile.
Forse noi cantiamo il sole
e dal sole siamo cantati.
Forse, più grande è il peso sulle spalle,
più alta torreggia la fede.
Forse gridiamo contro tutte le sofferenze,
ma sulle personali sventure non possiamo che
tacere.
Forse
per un irresistibile richiamo
non abbiamo altra scelta.

Shu Ting

E mi rimane infine

E mi rimane, infine, la certezza
che si possa sbagliare dalla parte giusta
schierati a protezione di un’intesa
tra l’utopia di chi insegue gli orizzonti
e gli orizzonti stessi che si spostano per noi
come se fossero le guide di un cammino
in fondo al quale scavalcare il mare
per ritrovare lì l’amore degli insorti
che solo noi sappiamo pronunciare.

Stefano Tassinari – L’amore degli insorti